ANALISI DATI INCHIESTA SALUTE MENTALE A SCUOLA

PREMESSA 

Gli studenti e le studentesse che hanno compilato il questionario sono state circa 2000, provenienti da più scuole del territorio comasco. Questo ci permette di osservare la situazione della salute mentale studentesca da più punti di vista e da più scuole (sia licei che istituti tecnici). 


DATI EMERSI 

I dati emersi sono a dir poco preoccupanti: più del 77% degli studenti votanti ha ammesso di provare problemi di ansia e stress eccessivi proprio per la scuola, e il 55,2% dei partecipanti ha concordato sul fatto che la DAD o DAI abbia influito sulla salute mentale degli studenti in maniera negativa. 

Gli stati d’animo più descritti dai e dalle votanti sono stati: 

●      stanchezza (1569 persone) 

●      stress (1500 persone) 

●      ansia (1468 persone) 

●      preoccupazione (1093) 

●      sensazione di vuoto (782) 

●      paura (729) 

Queste sono solo alcune delle sensazioni provate dagli e dalle studentesse, numeri davanti ai quali è impossibile non soffermarsi a pensare. Dietro questi numeri sono nascoste persone vere, sulle quali la Pandemia ha influito negativamente facendo emergere o risvegliando insicurezze, dubbi, paure e malessere. 

IL RUOLO DELLA SCUOLA 

Questi dati raccolti fanno capire che questi tipi di problemi e insicurezze, proprio perché così diffusi e sentiti dai e dalle giovani, sono problemi che hanno una radice comune: la scuola. 

La scuola, luogo in cui una persona dovrebbe sentirsi libera di esprimersi, un luogo che dovrebbe essere sinonimo di crescita, di benessere, di sicurezza; un luogo che dovrebbe accogliere e far sentire tutti a casa; diventa invece una gabbia in cui molti si sentono rinchiusi, soffocati, e dove nascono molti problemi che lo studente si porta dietro poi nella vita di tutti i giorni. 

Il sistema scolastico italiano sottopone noi studenti e studentesse a livelli eccessivi di ansia e stress, vedendo l’alunno come un numero, come una valutazione più che come una persona da aiutare e accompagnare nel proprio percorso di crescita e di apprendimento. La 

DAD ha sicuramente influito su questi problemi, alimentando e facendone emergere di 

nuovi: la convivenza in famiglia, l’ansia dello schermo, lo spazio e le condizioni economiche inadeguate e non egualitarie per tutti, la mancanza di rapporti umani e la lontananza con gli altri e con la realtà. Però non bisogna attribuire alla DAD ogni colpa, dato che questi problemi sono legati al sistema strutturale scolastico italiano, antiquato e basato sulla valutazione più che sull’aspetto umano. 

SPORTELLO PSICOLOGICO

Un ultimo problema, che aggrava la situazione, è quello del servizio dello sportello di ascolto. Nonostante 929 persone abbiano ammesso, nel sondaggio, di aver sentito almeno una volta il bisogno di parlare con un o una esperto/a, solo 349 persone lo ha mai fatto. Questo può essere connesso a molteplici fattori: prima di tutto, lo stigma legato all’utilizzo di questo servizio, e i pregiudizi che allontanano e spaventano gli adolescenti dal cercare aiuto in un o una professionista; inoltre, non in tutte le scuole esiste uno sportello gratuito e facilmente accessibile, e anche se esiste è non sempre di qualità o facilmente accessibile. 

Chiediamo quindi un servizio accessibile a ognuno, gratuito, ben pubblicizzato e di qualità!!